Goebbels, suoni e visioni

«Stifters dinge» una performance tra musica e teatro

Chiude con un evento d'eccezione la rassegna del Teatro Comunale di Modena L'Altro Suono Festival 2010. Oggi e domani, infatti, alle 19 e alle 22, in Via Jugoslavia 105, il pubblico modenese potrà assistere alla prima italiana di Stifters Dinge, un'istallazione performativa (il "vero teatro musicale" come ha già avuto modo di definire l'ideatore) di Heiner Goebbels. Ad annunciare l'evento è stato lo stesso Goebbels, presente mercoledì sera al Comunale per introdurre il "concerto" Songs of Wars I Have See, che ha visto le musiche di Goebbels e le suggestive pagine "di guerra" di Gertrude Stein. Un esplosione di elementi (non solo strumentali) adornava il palco del teatro, dove a spiccare erano quelle splendide abajor come a testimoniare la presenza di un oggetto di scena tipico del teatro musicale di cui Goebbels è un esponente attivo. Due le orchestre presenti, la London Sinfonietta e la Orchestra of the Age of Enlightenment, che «raramente suonano insieme - ha avuto modo di spiegare Goebbels - ma tra le migliori a livello europeo, nella musica contemporanea l'una e barocca o pre-classica l'altra». Una dicotomica rappresentazione della realtà che si esplica in suoni duri e accattivanti, per dare corpo a quella ciclicità della storia che nelle pagine di Stein si esplica nel racconto di guerre vissuto o lette, parlando di quell'indicibile (ossia la guerra) che sarà possibile solo attraverso «l'integrazione di diversi linguaggi: personale e politico». Questa sera e domani invece Stifters Dinge, installazione performativa creata da Goebbels nel 2007. Si tratta di una composizione per cinque pianoforti senza pianisti, una sceneggiatura senza attori, una performance senza interpreti, dove diventano protagonisti luci, immagini, mormorii, suoni, voci, vento e foschia, acqua e ghiaccio. L'opera richiama i testi di Adalbert Stifter, un autore romantico d'inizio Ottocento. Stifter scrive con la stessa cura per il dettaglio di un pittore. Stifters Dinge si ispira al suo processo di scrittura senza cercare di inscenare le sue storie o gli oggetti da lui descritti. La performance (che dura circa 80 minuti) interpreta il suo testo come uno scontro con l'ignoto e con le forze che l'uomo non può controllare, come un appello per l'adozione di giudizi diversi da quelli consueti e come opportunità di prendere familiarità con riferimenti culturali estranei.

Felicia Buonomo
Gazetta di Modena (IT), 27 May 2011